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Carlo Pizzillo in pensione
Una vita tra medicina e politica
Dal primo febbraio di quest’anno, il dottor Carlo Pizzillo è in pensione: ciò rappresenta un momento di grande rilievo per la comunità di Montecalvo Irpino e per l’intera Irpinia. Dopo oltre quarant’anni di attività professionale, il medico montecalvese conclude una lunga carriera vissuta con dedizione, competenza e spirito di servizio verso i cittadini, lasciando un segno profondo sia in ambito sanitario sia nella vita pubblica del paese.Nato a Montecalvo Irpino l’8 gennaio 1958, il dottor Pizzillo si è laureato in Medicina e Chirurgia il 16 marzo 1983 con il punteggio di 108/110, conseguendo nello stesso anno l’abilitazione alla professione medica e l’iscrizione all’Ordine dei Medici della Provincia di Avellino. Nel 1987 ha ottenuto la specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare presso il II Policlinico dell’Università di Napoli con il massimo dei voti.
La sua attività come medico di medicina generale ha avuto inizio nel 1984, ha operato stabilmente nell’ambito territoriale di Montecalvo Irpino, diventando un punto di riferimento umano e sanitario per intere generazioni di famiglie. Parallelamente ha approfondito la formazione cardiologica e ultrasonografica frequentando numerosi corsi specialistici in ecocardiografia, ecocolordoppler vascolare ed ecografia clinica, collaborando anche con importanti strutture ospedaliere italiane.
Nel corso della carriera ha ricoperto prestigiosi incarichi all’interno della medicina territoriale: presidente della cooperativa COOP.I.MED, membro del Consiglio Provinciale FIMMG, fiduciario FIMMG del Distretto di Ariano Irpino, vice-presidente provinciale SIMG Avellino e consigliere dell’Ordine dei Medici della Provincia di Avellino. Ha inoltre coordinato importanti progetti di ricerca sul rischio cardiovascolare, sull’asma e sulla medicina generale, collaborando con università e istituti scientifici nazionali.
Accanto all’attività medica, Carlo Pizzillo ha svolto anche un importante ruolo politico e amministrativo per la sua comunità. È stato infatti sindaco di Montecalvo Irpino, esperienza durante la quale ha cercato di mettere al servizio del paese la stessa disponibilità e attenzione che aveva sempre dimostrato nella professione medica. Il suo impegno nelle istituzioni locali è stato caratterizzato dalla vicinanza ai cittadini e dalla volontà di contribuire concretamente alla crescita del territorio e al miglioramento dei servizi.
Durante il suo mandato fu dichiarato un discusso dissesto finanziario che comportò il collocamento in disponibilità di ben 14 dipendenti comunali, ma che consentì anche di azzerare il forte indebitamento dell’ente amministrato.Significativo anche il suo impegno nella formazione professionale. Per anni ha svolto attività di tutor per i corsi di formazione dei medici di medicina generale e ha partecipato come relatore e formatore a numerosi congressi e incontri scientifici su ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, appropriatezza prescrittiva e gestione informatizzata dello studio medico.
Negli ultimi anni si è dedicato anche alla prevenzione sanitaria e alla lotta contro il tabagismo, assumendo dal 2013 il ruolo di responsabile del Centro Antifumo del Distretto Sanitario n.1 dell’ASL di Avellino.
Francesco Cadinale
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La nuova Caserma dei Carabinieri
Generoso Maraia
[Edito 10/04/2006] Grande festa per l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri di MONTECALVO Irpino e Casalbore. All’inaugurazione erano presenti le più alte cariche dell’Arma dei Carabinieri della regione e le autorità civili e religiose locali, tra cui il vescovo di Ariano monsignor D’Alise e ed il presidente della Provincia Alberta De Simone. C’era l’intera cittadinanza e l’amministrazione comunale di Montecalvo, capeggiata dal sindaco Giancarlo Di Rubbo, e una buona rappresentanza del comune di Casalbore, guidata dal vice sindaco Raffaele Fabiano. Assistere all’inaugurazione di una nuova caserma con tanto di banda musicale dell’Arma ed un elicottero non è cosa che capita tutti i giorni. Una struttura moderna che permetterà agli uomini al comando del maresciallo Vincenzo Vernucci una migliore azione investigativa sul territorio. “Abbiamo voluto dare questa struttura all’Arma dei carabinieri – ha sottolineato il sindaco Giancarlo Di Rubbo – in risposta a qualsiasi forma di illegalità”. Ringraziamenti al sindaco di MONTECALVO sono stati espressi dal comandante regionale dei carabinieri, il generale Gallitelli, che ha aggiunto di “essere particolarmente felice per la presenza degli alunni delle scuole elementari, segno di un’affezione che queste nuove generazioni hanno nei confronti dei carabinieri sempre pronti a difendere l’Italia”. Dopo i ringraziamenti del colonnello Gallitelli e del comandante provinciale, il colonnello Di Blasio, è iniziata la cerimonia. Con la banda musicale dell’Arma che ha fatto da piacevole sottofondo, il sindaco Di Rubbo, dopo la benedizione del vescovo D’Alise, ha consegnato la bandiera al maresciallo Vernucci che, accompagnato da un picchetto d’onore, ha provveduto ad innalzare, per la prima volta, la bandiera davanti allo stabile di via Dei Mille. Dopo l’alzabandiera il vescovo ha benedetto la nuova struttura ed il prefetto di Avellino, Costantino Ippolito, ha tagliato il nastro. [Nativo] -
Le Janare
[Edito 13/12/2011] Le janare sono figure caratteristiche della civiltà contadina. Nella tradizione, esse erano fattucchiere in grado di compiere malefici ed incantesimi, di preparare filtri magici e pozioni in grado di procurare aborti. Tuttavia non si conosceva l’identità delle janare: esse di giorno potevano condurre una esistenza tranquilla senza dare adito a sospetti. Di notte, però, dopo essersi cosparse le ascelle (secondo altri il petto) di un unguento magico, esse avevano la capacità di spiccare il volo lanciandosi nel vuoto a cavallo di una granata, cioè una scopa costruita con saggina essiccata. Nel momento del balzo, pronunciavano la frase: Sott’a l’acqua, sott’a ‘r vient, sott’a la noc d’ Bnvient – (sotto l’acqua e nel vento, sotto il noce di Benevento) (qualcuno ha avanzato l’ipotesi che il misterioso unguento fosse una sostanza allucinogena. In tal caso alcune delle storie fantastiche che si raccontano sarebbero nate dalle allucinazioni vissute delle persone che facevano uso di tale unguento). Si racconta anche che le janare preferissero radunarsi nelle sere di tempesta, quando il vento soffia impetuoso e la pioggia cade incessante, mentre le tenebre, squarciate dai lampi delle folgori, lasciavano scorgere le orripilanti sembianze di quelle donne demoniache che a cavallo delle loro scope, volavano in direzione del noce di Benevento. -
Ci lascia Rosa D’Attoli, cantastorie montecalvese
Francesco Cardinale
[Edito 05/04/2026] La comunità di Montecalvo Irpino è nuovamente avvolta dal dolore. Neppure il tempo di salutare Antonietta Leone, apprezzata interprete dei canti popolari locali, che un’altra figura simbolo della memoria popolare lascia un vuoto profondo: si è spenta Rosa D’Attoli, vedova Iorillo, all’età di 93 anni. Autentica depositaria di canti, tradizioni e racconti tramandati nel tempo, abitava in via Fano, proprio lì dove erano soliti parcheggiare gli automobilisti che si recavano al vicino mercato settimanale. Sul pianerottolo adiacente all’ingresso aveva allestito un piccolo belvedere con decine di vasi di fiori, che probabilmente curava ogni giorno con grande attenzione, vista la rigogliosità con cui impreziosivano la ringhiera che delimitava l’ingresso.
Rosa non era soltanto una testimone del passato: ne era l’incarnazione più viva. Attraverso la sua voce, i suoi racconti e la sua presenza costante nelle feste religiose e negli eventi popolari, ha custodito l’identità culturale di Montecalvo Irpino, mantenendo vivo un patrimonio fatto di memoria, appartenenza e tradizione.
Amava indossare con orgoglio il costume della Pacchiana, simbolo delle donne montecalvesi e delle loro radici. Un abito che per lei rappresentava molto più di una tradizione folkloristica: era un gesto d’amore verso la propria terra e la propria storia. Con discrezione e dedizione ha preso parte per anni alla vita culturale del paese, seguendo con passione la Pro Loco, i balli tradizionali e soprattutto la tarantella, che considerava un linguaggio collettivo capace di raccontare il popolo e la sua anima.
Grazie alla sua memoria straordinaria sono sopravvissute strofe, filastrocche e canti popolari che rischiavano di andare perduti. Ogni incontro con lei diventava un momento di condivisione autentica, capace di incantare chiunque l’ascoltasse. È stata anche una brava poetessa: non pochi sono i componimenti da lei declamati composti personalmente.
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Il ricordo di Mario Fiore
Con la scomparsa del dott. Mario Fiore si chiude un’altra pagina della nostra storia
[Edito 27/08/2012] Aveva 81 anni il dott. Mario Fiore ed era ancora in piena forma. E’ venuto a mancare nei giorni scorsi nella sua casa di Avellino, dove si era trasferito alla fine degli anni ’70, e abbiamo stentato a crederci. L’ultima volta che lo abbiamo incontrato ci ha dato l’impressione che il tempo si fosse fermato: sempre sorridente ed affabile, come il primo giorno in cui arrivò a Montecalvo più di 50 anni fa.
Nonostante sia trascorso tanto tempo, il dott. Fiore è rimasto nel cuore dei tanti Montecalvesi che lo hanno conosciuto e quando ci si recava nella farmacia “Del Daino”, da qualche anno gestita con altrettanta affabilità e professionalità dalla figlia dott.ssa Grazia, non si poteva fare a meno di chiedere notizie del “Dottore”. Farmacista preparato e scrupoloso, Mario Fiore, infatti, era diventato il professionista della salute a cui si rivolgevano tutti per avere un consiglio, per fugare un dubbio, per ricevere un aiuto. Era una sorta di medico di famiglia che, però, non ha mai superato il limite delle proprie competenze. Era giunto nel nostro paese agli inizi degli anni ’60 dalla natia Corato (Ba), dopo un breve passaggio per Ruvo di Puglia, per gestire la farmacia del dott. Cristino. Seppe accattivarsi subito le simpatie di tutti e ben presto si impegnò anche in politica. E’ stato per anni il capo carismatico dell Democrazia Cristiana ed era rispettato e stimato da tutti, anche dagli avversari “comunisti”. Ha ricoperto importati cariche istituzionali. E’ stato assessore alla provincia di Avellino dopo le elezioni del ’70, del ’72, del ’74 e rimase in carica fino al 7 giugno 1980. Fino a quando è rimasto a Montecalvo, è stato sempre eletto in consiglio comunale, senza mai proporsi alla massima carica amministrativa. Ha lasciato spazio agli altri e specialmente ai giovani.
Nel 1978 si trasferì ad Avellino con la famiglia a gestire una delle più importanti farmacie del centro storico del capoluogo irpino. Dopo il terremoto del 1980, che distrusse completamente il cuore antico della città, trasferì l’attività a via Perrottelli, alla fine di Viale Italia. Ha mantenuto la casa montecalvese fino al 2004, allorquando ha venduto l’ultimo appartamento rimastogli del complesso di proprietà di viale Europa.Lascia la moglie Maria Cifarelli, i figli Grazia Teresa, Aldo e Franco. Al loro dolore si associa quello del genero Leonardo Tammaro, la nuora Fiorella Pomidoro, gli adorati nipoti Mario, Chiara, Mario, Laura e Francesco, il fratello Vito, la sorella Pina, e gli altri parenti.
Profondo cordoglio ha destato la notizia già la mattina del 27 agosto e l’Amministrazione Comunale, a nome di tutta la comunità, ha fatto affiggere un manifesto di partecipazione. La redazione tutta di Telemontecalvo è anch’essa vicina alla famiglia per il dolore che l’ha colpita per la perdita del dottore Mario. [Nativo]Alfonso De Cristofaro
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Cerimonia davanti alla Chiesa di San Gaetano
Angelo Siciliano
[Edito 18/08/2024] Mi fa molto piacere che don Giancarlo Scrocco, parroco di Montecalvo Irpino, abbia organizzato, il 18 agosto 2024, una cerimonia religiosa davanti alla chiesa di San Gaetano da Thiene, abbandonata da dopo il sisma del 1962, nella cui cripta dovrebbero ancora trovarsi le salme dei parenti per parte materna di S. Pompilio Maria Pirrotti (Montecalvo I. 1710 Campi Salentina-Le 1766). Personalmente vivo a Trento dal 1973, ma scrissi diversi articoli sull’attività di don Teodoro Rapuano, fondatore del Museo Pompiliano, in una cui vetrina sono esposti diversi miei reperti: 26 medaglie sacre antiche, una piccola croce e 8 monete del `700. Nell’anno 2000, partecipai come relatore, con lo scrittore irpino Aniello Russo e l’archeologa Lucia Portoghesi, grande studiosa italiana di tessuti antichi, al convegno sul Giubileo 2000, organizzato dal comune di Montecalvo nei locali del palazzo dell’Ente Rosa Cristino
Il giorno dopo il convegno, su invito della Portoghesi, mi recai al Museo Civico di Altavilla Irpina, al cui allestimento stava collaborando. Lei mi fece da guida negli ambienti museali e mi confidò che il comune di Montecalvo era intenzionato a recuperare la chiesa di S. Gaetano e voleva incaricarla di dirigere l’apertura della cripta della chiesa per esaminare/studiare quanto in essa contenuto. Con mia sorpresa la Portoghesi mi chiese se io sarei stato disposto a collaborare con lei.
E io, con mio piacere, le risposi di sì. La regione Campania stanziò un finanziamento per il recupero della chiesa ma purtroppo, il progetto del comune non andò in porto, perché i frati francescani del convento di Montecalvo pare che si opposero, perché la chiesa era di loro competenza, giacché l’ultima erede di casa Pirrotti-Bozzuti l’aveva donata al convento. Mi occupai culturalmente di questa chiesa abbandonata e devastata, e fu realizzato anche un video pubblicato su YouTube. Ma il mio impegno non sortì alcun esito positivo. [Nativo]
Li muorti sotta San Gajitànu - Angelo Siciliano
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Addio ad Antonietta Leone
Voce e memoria di canti e cunti ai tempi della mietitura
Nicola Serafino
[Edito 04/04/2026] Oggi, per gli appassionati di cultura orale, il risveglio è colmo di tristezza. La notizia del tuo passaggio alla vita eterna, cara Antonietta, riporta alla luce ricordi preziosi: i tuoi canti, le tue filastrocche, le serenate e i cunti.
Rimane indelebile il tuo esempio di forza e di amore per la vita, dono prezioso che hai saputo trasmettere a tutti noi. Eppure, la tua assenza da questa quotidianità lascia un vuoto profondo, difficile da colmare. Immagino che lassù, tra cieli colmi di luce, i tuoi tanti amici ti accolgano cantando con te la serenata montecalvese, in una festa che celebra la tua anima e la popolarità che hai meritato in vita.
Buon viaggio. Grazie per tutto ciò che ci hai donato e per l’eredità preziosa che hai lasciato alla cultura popolare di Montecalvo Irpino.
Un pezzo di storia che vola via, ma che resterà per sempre nei nostri cuori.La serenata montecalvese -
Alfonso Caccese
Studioso di Antropologia Sociale e Ricercatore Storico
Redazione
[Edito 08/03/2026] Alfonso Caccese è una figura centrale nella salvaguardia della memoria storica e antropologica dell’Irpinia, con un focus specialistico sul territorio di Montecalvo Irpino. Formatosi al Liceo Ginnasio “P.P. Parzanese” di Ariano Irpino, ha proseguito gli studi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli, prima di dedicarsi interamente alla ricerca territoriale e alla divulgazione digitale.Pioniere della Memoria Digitale
Dalla fine degli anni ’90, a seguito di una profonda svolta professionale, Caccese ha intuito il potenziale delle nuove tecnologie come strumento di conservazione culturale. Tra le sue operazioni di maggior rilievo spicca la digitalizzazione dell’imponente archivio del Prof. Mario Aucelli, storico corrispondente de Il Mattino. Da questo lavoro è nata la collana “Memoria Restituita” (distribuita da Irpinialibri), opera che ha ottenuto una significativa eco a livello nazionale per la sua capacità di restituire dignità e accessibilità ai documenti del passato.
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Pompilio Cavotta Cavaliere dell’Ordine
al Merito della Repubblica Italiana

Pompilio Cavotta [Edito 26/04/2026] Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito a Pompilio Cavotta l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua lunga attività filantropica e il costante impegno umano e sociale dedicato all’assistenza di persone fragili.
La nomina rappresenta il riconoscimento ufficiale di una storia di solidarietà e dedizione che dura da oltre quarant’anni. Negli anni Settanta, infatti, Pompilio Cavotta incontrò Leonarda e il piccolo Venturino, un bambino ospitato in un istituto di Cava de’ Tirreni. Colpito dalla sua condizione di solitudine e fragilità, decise di occuparsi personalmente del suo futuro, diventandone tutore legale.

Venturino Dopo la scomparsa di Leonarda, avvenuta nel 1992, Cavotta accolse definitivamente Venturino nella propria casa, trasformando un gesto di assistenza in un autentico legame familiare. Nel corso degli anni, Venturino è cresciuto accanto alla famiglia Cavotta, diventandone parte integrante.
Oggi, che le condizioni di Venturino sono più cagionevoli che mai, l’impegno di Pompilio Cavotta si è ulteriormente intensificato. L’assistenza quotidiana, prestata con continuità e totale dedizione, rappresenta una concreta testimonianza di altruismo e umanità.
L’onorificenza attribuita dal Quirinale premia non solo un’attività benefica, ma soprattutto un esempio raro di solidarietà vissuta come scelta di vita, capace di cambiare il destino di una persona e di restituirle dignità, affetto e appartenenza familiare.
[Nativo]
Alfonso Caccese
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Suoni e Sapori della Valle del Miscano con Canti e Cunti Montecalvesi
Sabato 21 gennaio ore 20:00 presso l’Agriturismo Serafino Family presentazione dell’album rievocativo “Canti e
Cunti Montecalvesi VOL.1” del cantore Alberto Tedesco.
Durante la serata èpossibile degustare i piatti della tradizione contadina della Valle del Miscano i quali saranno raccontati attraverso le parole e i suoni che armonizzano la
valle.
In questo piccolo viaggio nel passato ci sarà in formazione acustica la band Rural Jazz “Fujenti” e
l’attrice Consuelo Giangregorio.
Il progetto artistico pone come obiettivo principale quello della ricerca delle tradizioni musicali che hanno attraversato il territorio. La Valle del Miscano
è stata un crocevia di diverse strade di collegamento tra l’Europa e l’Oriente, questo ha fatto in modo che la nostra terra fosse contaminata da una grande diversità
culturale, la quale ha dato vita ad una miscela di suoni, racconti e sapori che caratterizzano tutto il territorio. Un esempio è la cultura abruzzese che grazie alla via della
Transumanza (Regio Tratturo) ha inciso molto nella storia musicale della Valle del Miscano.